Avvertenza: questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Per ulteriori informazioni o per negare il consenso all'installazione di tutti o di alcuni cookie si veda l'informativa sui cookie.

23
Lun, Lug
Advertisement

Mobilità sostenibile: Parma leader in Italia

Ambiente
Tipografia

L’undicesimo rapporto (su dati 2016) Euromobility sulla mobilità sostenibile nelle principali 50 città italiane ha incoronato vincitrice l’emiliana Parma.

La città più eco-mobile d’Italia, spiega l’Associazione dei mobility manager, vince non solo perché fa della pianificazione lo strumento di governo della mobilità – è una delle prime città italiane ad aver approvato il Piano Urbano della Mobilità Sostenibilema anche per una buona dotazione di aree pedonali e ZTL, per i servizi di trasporto pubblico e per un parco circolante ricco di veicoli a basso impatto; ma vince anche per la consolidata presenza di un mobility manager di città e di servizi di sharing mobility.

Al secondo posto Milano e al terzo Torino, poi Venezia e Padova. Completano la top ten Bologna, Brescia, Modena, Prato e Reggio Emilia. Roma è solo quindicesima. In fondo alla classifica L’Aquila, Siracusa e Catanzaro. 

Il tasso di motorizzazione si attesta a 58,5% (+0,5%, in linea con il dato nazionale che registra un incremento superiore, +0,9%). Aumenta il numero di veicoli a basso impatto, soprattutto GPL e metano, che raggiungono complessivamente l’8,78% del circolante. Aumentano (+39%) anche ibridi ed elettrici.

QUALITÀ DELL'ARIA - Miglioramento netto con ben 23 città che rispettano tutti i limiti di normativa. Si tratta di Ancona, Aosta, Bolzano, Cagliari, Campobasso, Catanzaro, Foggia, Forlì, L’Aquila, Latina, Livorno, Messina, Parma, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Ravenna, Salerno, Sassari, Siracusa, Taranto e Udine. Vietato però abbassare la guardia.

AFFIDIAMOCI AI PUMS - Per Lorenzo Bertuccio, Presidente Euromobility, non abbassare la guardia significa uscire dalla logica emergenziale e affidarsi alla pianificazione con l’adozione dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (Pums). L’auspicio è che nei prossimi anni sempre più città li approvino anche grazie al Decreto del Ministro Infrastrutture e Trasporti (vedi articolo Qualità dell'aria, misure antismog condivise nel bacino padano) che ha indicato le procedure per la redazione dei Pums e quelle per la verifica del raggiungimento degli obiettivi fissati. Nei prossimi mesi ci si attende che riprendano le attività di mobility management, grazie ai fondi del programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro gestito dal Ministero dell’Ambiente.

SHARING MOBILITY - Bene il car sharing a flusso libero (quello in cui prelievo e riconsegna delle auto possono avvenire in qualsiasi punto all’interno dell’area servita), meno quello convenzionale (la vettura si trova e si riporta in parcheggi definiti). Per il bike sharing gli utenti sono aumentati del 14%.

 

Partono i Pums

Bari, Foggia, Forlì, Parma, Pescara, Prato, Reggio Calabria, Milano e Torino hanno già adottato un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. Altre 16 città lo stanno redigendo. Le altre 25 città dovranno provvedere a breve, come indicato dalle Linee Guida approvate dal Governo: i comuni e le associazioni di comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti, predispongono ed adottano nuovi PUMS, secondo le linee guida di cui all’art. 1, entro ventiquattro mesi dall’entrata in vigore del presente decreto.

 

In crescita le auto a basso impatto

Passano dall’8,9% del 2015 al 9,2% del 2016 le auto a basso impatto, GPL, metano, ibride o elettriche. Ravenna, Bologna e Ancona le città con più auto a basso impatto, in particolare a gas: più di un’autovettura su 5, con Ravenna al 21,09%, Ancona al 20,54% e Bologna al 20,41%. Ultime in classifica Cagliari, Aosta e Trieste. La presenza dei veicoli a trazione ibrida ed elettrica è ancora decisamente marginale (presenza dello 0,39%, nel 2015 era dello 0,28%) rispetto a quella dei veicoli a metano e GPL (8,78% del parco). I veicoli ad alimentazione unicamente elettrica costituiscono lo 0,019% del circolante. In 20 delle 50 città mancano le infrastrutture di ricarica pubbliche: solo 30 città hanno almeno una colonnina destinata alla ricarica dei veicoli elettrici. A Firenze maggiore disponibilità in rapporto al parco auto circolante (91,2 colonnine ogni 100.000 veicoli), seguono Milano (57,2) e Perugia (30,0).

 

 

BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS