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Mar, Mar
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Sul parco circolante – presente e futuro – si reggono i bilanci degli Stati. Non è un’affermazione assurda: secondo le elaborazioni Acea, Associazione europea dei costruttori di automobili, nell’Europa a 15 (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito, escludendo cioè i paesi entrati dopo il 1995) la tassazione sui veicoli a motore vale 413 miliardi di euro all’anno, circa tre volte il bilancio totale della UE. 

Il 2017 sta finendo. La XVII legislatura si avvia al termine. La conferenza sul clima di Bonn (Cop 23) si è svolta un po’ in sordina, senza aggiornamenti clamorosi. Lo smog attanaglia le nostre città. L’Europa chiede nuovi obiettivi di riduzione delle emissioni, che comporteranno impegno e investimenti da parte dell’industria. 

Il 2017 è stato il secondo anno più caldo del pianeta: temperatura superiore di 0,87 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo. Anomalie evidenti anche in Italia dove lo smog assedia le città e nelle campagne è scattato l’allarme siccità con precipitazioni a –79% e punte del –92% al nord (fonte Coldiretti).

Se anche l’industria dell’auto comincia a dubitarne, è segno che il futuro del gasolio vacilla. Dopo il colpo inferto dal dieselgate – che comunque ha poco inciso sulle quote di mercato – arriva (Ansa) l’affermazione del neo-eletto presidente dell’Unrae Michele Crisci (Volvo Car Italia), che fino al 2019 guiderà l’associazione che rappresenta in Italia le case automobilistiche estere.

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