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Ven, Gen
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Quest’anno, la World LPG Association & Liquid Gas Europe hanno organizzato ad Amsterdam dal 24 al 27 settembre il più grande evento sui gas di petrolio liquefatti al mondo: il 32° Forum mondiale sul GPL e il Congresso europeo.

Dopo, nell’ordine, il “primo decalogo” delle associazioni ambientaliste italiane, non tutte per la verità, l’annuncio della “triplice” (brutto nome evocativo) di Oica, Eutoelectric e la nota ONG T & E, che fa da porta “bandiera”, tesa, usando un termine gentile, a delegittimare gli aspetti ambientali del metano; l’intervento di E-Motus contro un possibile utilizzo delle trasformazioni a gas (metano e Gpl) ventilato dal rappresentante del Ministero dell’Ambiente; l’operazione “togliamo di mezzo il gas metano” non poteva non trovare logica conclusione che con il “nuovo decalogo” di Legambiente con le proposte di aumentare l’accisa sul metano per autotrazione.

Un nuovo intervento dell’avvocato Bonaventura Sorrentino dello Studio legale e tributario Sorrentino Pasca Toma, specializzato in problematiche legate al settore energetico e petrolifero, che approfondisce ulteriormente la tematica dell’incentivazione del biometano e della relativa regolamentazione nelle imposte dirette.

Sono necessarie e urgenti regole nazionali

Alla fine del 2017, il parco circolante a GPL e metano era costituito da 3 milioni e 200mila unità (8,4% sul totale circolante). Secondo Alessandro Tramontano, presidente del Consorzio Ecogas, questi numeri potrebbero sensibilmente aumentare grazie a politiche lungimiranti di promozione, ma sono comunque molto significativi se confrontati con i parchi circolanti delle altre alimentazioni alternative a basso impatto ambientale. Oltre 4000 stazioni di rifornimento di GPL e 1250 di metano.

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