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25
Mar, Feb
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Nuova normativa sul bollo auto: minori introiti per l'Erario e rischio boom evasione

Flash News
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Una norma che aumenta la burocrazia e i costi per chi usa l’auto aziendale (150mila i coinvolti tra aziende, privati e PA), che produrrà minori introiti per l’Erario, con il rischio concreto di una forte crescita dell’evasione della tassa automobilistica e di un boom di contenziosi connessi al mancato o non corretto pagamento del bollo.

La legge prevede a partire dal 1° gennaio 2020 un cambiamento epocale per il pagamento del bollo auto, cui ora è tenuto non più il proprietario del veicolo, bensì il suo utilizzatore, in base alla Regione di residenza: si tratta di un assurdo passo indietro, l’esatto contrario del concetto di smart mobility: per il 2020 sono stimate 3.500.000 operazioni di pagamento.

"L’ennesimo esempio di cattiva gestione che riporta indietro di 30 anni il pagamento del bollo auto per le auto aziendali. Il Governo deve intervenire subito!” E’ questa la denuncia e la richiesta di immediato intervento indirizzata da ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, in una lettera aperta ai Ministri dell’Economia e dei Trasporti: è richiesta la posticipazione dell'entrata in vigore della direttiva fino a a quando non saranno operative procedure che consentano di adempiere all’obbligo.

Ad oggi risulta impossibile anche per i proprietari dei veicoli effettuare in via informatica i pagamenti per i quasi 700.000 veicoli le cui targhe risultano all’Archivio Nazionale dei Veicoli. Per questi occorre seguire una procedura totalmente avversa alla digital economy: è necessario quindi recarsi fisicamente presso gli uffici preposti, presentando carta di circolazione e copia del contratto per ogni singola targa.

La norma, così come è strutturata:
•farà nascere un forte contenzioso tributario a livello locale e nazionale (oggi inesistente), dovuto al mancato o al non corretto pagamento del bollo auto;
•pone inattesi problemi di gestione e di bilancio per 3.200 Pubbliche Amministrazioni, che utilizzano i servizi delle flotte a noleggio lungo termine, in relazione agli importi complessivi ed ai maggiori costi amministrativi;
•annulla il positivo ruolo di correttezza fiscale del settore del noleggio per puntualità e completezza nei pagamenti, con un prevedibile sensibile incremento dei ritardi, dell’evasione e dei costi per il recupero delle somme non pagate;
•genera minor gettito di IVA in considerazione del fatto, che con la precedente normativa, il pagamento del bollo era conteggiato nella formulazione del canone di noleggio;
•grava le imprese di noleggio veicoli di nuovi oneri operativi, stravolgendone l’offerta di servizi;
•complica le attività inerenti il pagamento del superbollo.

Il Presidente di ANIASA Massimiliano Archiapatti commenta “Un provvedimento nato male e gestito peggio, in totale antitesi con la tanto declamata semplificazione amministrativa, che complica la vita del contribuente. Chiediamo al Governo di correggere repentinamente il tiro per gestire questa transizione nel pagamento della tassa automobilistica e scongiurare il black-out tra amministrazioni locali, garantendo maggiore chiarezza sulle procedure da seguire. Intanto, riteniamo necessario posticipare l’applicazione della disposizione. Siamo a disposizione dei Ministeri, dell’ACI e della Conferenza Stato-Regioni per risolvere un problema che riguarda una realtà sempre più significativa e in costante sviluppo nell’ambito della mobilità nazionale”.

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