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Lun, Lug
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Editoriali
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Il 2017 è stato il secondo anno più caldo del pianeta: temperatura superiore di 0,87 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo. Anomalie evidenti anche in Italia dove lo smog assedia le città e nelle campagne è scattato l’allarme siccità con precipitazioni a –79% e punte del –92% al nord (fonte Coldiretti).

Ma l’incremento delle limitazioni al traffico nelle città è sempre insufficiente, tardivo, discontinuo e disomogeneo: a Milano blocca i diesel fino a Euro 4 e Torino anche gli Euro 5.

Da gennaio a metà ottobre ben 25 città hanno superato il limite di 35 giorni con una media giornaliera oltre i 50 microgrammi per metro cubo previsto per le polveri sottili (PM10), 24 appartengono a 4 regioni del nord (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna). Bollino rosso per Torino (66 gg di superamento di PM10), Cremona (58 gg), Padova (53 gg), ma anche le altre città hanno superato i 40 giorni di sforamento. È il caso di Frosinone (52gg) e Milano (50gg).

Acconto ai picchi di inquinamento ci sono la crisi economica e le manovre lacrime e sangue, che difficilmente lasceranno spazio a provvedimenti reali di incentivazione delle propulsioni e dei carburanti alternativi, nonostante una possibile riedizione della rottamazione annunciata dai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico. Per la mobilità sostenibile sono in arrivo solo 35 milioni, pochi e destinati agli spostamenti casa lavoro messi in campo dai comuni.

Il parco auto italiano è obsoleto e i veicoli che rischiano lo stop sono sempre più numerosi. Chi ha disponibilità economiche può risolvere il problema dei blocchi del traffico e seguire la sua coscienza ecologica acquistando un veicolo nuovo a gas, ibrido o elettrico. Gli altri possono ridurre notevolmente le spese e l’inquinamento circolando liberamente grazie alla trasformazione a gas, che è viva, vegeta ed efficiente: il nostro Paese eccelle nel mondo nella produzione di impianti per la conversione in after market. Ben il 37% delle auto italiane a benzina sono Euro 1, 2, 3, 4 e 5. La conversione a GPL o metano donerebbe loro una seconda vita.

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