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Dom, Mag
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Ravenna Capitale

Turismo
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Non è un nuovo programma elettorale e neppure uno slogan campanilistico: Ravenna è l’unica città al mondo che è stata capitale di tre imperi: dell’impero romano d’occidente, dell’impero di Teodorico, e dell’Impero Bizantino in Europa.

Questi Imperi hanno lasciato a Ravenna la loro firma e i loro ricordi. Così la città abbraccia il visitatore con le sue mura, i palazzi, le basiliche, i battisteri – con il più ricco patrimonio di mosaici dell’umanità – in cui si leggono i segni di un antico passato che ha prodotto ben otto siti dichiarati dall’UNESCO “patrimonio mondiale dell’umanità”.

Ognuno di questi monumenti racchiude storia e leggende che rendono unica questa città. Interessante ciò che si narra sulla morte di Teodorico (o Teoderico, anno 526) il quale, terrorizzato dai fulmini, in una notte di temporale si rifugiò nel suo fortino-mausoleo, un enorme monolite circolare – ancora ottimamente conservato – con pareti spesse un metro, dove pensava nulla poteva succedergli. Tra quelle solide mura decise di prendere un bagno nella sua lussuosa vasca intarsiata di porfido rosso. Un fulmine però colpi il tetto e attraversò la spessa calotta di 11 metri di diametro colpevole una sottile finestra a forma di croce: in un attimo Teodorico il Grande, Re degli Ostrogoti, fini i suoi giorni abbrustolito nell’acqua. Le sue spoglie non furono mai trovate così la fantasia umana fece arrivare un cavallo nero dal cielo sul quale il Re salì per buttarsi nell’Etna, punito per aver fatto morire in carcere Papa Giovanni I suo nemico.

Oltre a questa leggenda gotica che caratterizza una delle più misteriose costruzioni esistenti, Ravenna offre altre meraviglie: S. Apollinare Nuovo, il Battistero Neoniano, la Basilica di San Vitale, con gli splendidi mosaici di Giustiniano e della moglie Teodora, il mausoleo di Galla Placidia, dal soffitto blu cobalto con le stelle d’oro lucente e Sant’Apollinare in Classe, solo per citare i più noti. Quest’ultima si erge ieratica e silenziosa a qualche chilometro dal centro della città, quando fu costruita era in prossimità del porto in riva al mare dell’antica città di Classe, sede della flotta romana dell’Adriatico. Adesso il mare dista una decina di chilometri verso est, oltre una pineta, unica in Italia, che costeggia la riviera dalle foci del Po fino a Cervia.

Ravenna ha seguito le vicissitudini degli imperi di cui è stata capitale, subendo saccheggi e distruzioni, ma portando fino ai giorni nostri il ricordo del suo drammatico e al contempo nobile passato, emblema delle vicissitudini che hanno attraversato l’Italia sia nel bene dell’arte e della cultura sia nel male delle lotte e delle invasioni. Nella Chiesa di San Francesco riposa Dante Alighieri che a Ravenna mori il 14 settembre 1321 lasciando, forse inconsapevolmente, che il suo volgare unisse un popolo.

A Ravenna, geograficamente inserita in Romagna, si gusta una cucina che si distingue dalla classica della vicina Emilia per importanti, tipici dettagli: la ricetta ravennate vuole i tortellini (o cappelletti) ripieni di formaggio, le tagliatelle con un sugo di fagioli o le caratteristiche ricette di pesce e di brodetti, senza dimenticare la famosa Piadina più spessa di quella che si gusta a Rimini.

Ravenna cerca, con l’ampliamento del porto passeggeri, tappa delle grandi navi da crociera, e con il risanamento delle antiche raffinerie e depositi chimici, un nuovo sviluppo turistico e culturale, che non si limiti alla stagione estiva. In effetti il flusso di turisti di tutto il mondo è costante pertanto Ravenna ambisce a diventare una capitale per la quarta volta: Capitale Europea della Cultura del 2019.

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