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Lun, Lug
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4 domande a un candidato

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Elezioni, convergenze sulla importanza ambientale dei gas per autotrazione

Le elezioni prossime vedono tutte le compagini alle prese con il difficile compito di disegnare l’Italia che vorrebbero.
Dopo l’intervista di Ecomobile all’On. Gianluca Benamati, responsabile energia del PD (nello scorso numero di Ecomobile), parliamo con Gianni Tonelli, segretario del Sindacato nazionale autonomo di Polizia e capolista alla Camera dei Deputati nel collegio plurinominale di Bologna e provincia per la Lega.


Più tecnologie innovative applicate all’efficientamento energetico – si legge nel programma del centro destra in 10 punti – tutela dell’ambiente, piano di ristrutturazione delle tecnostrutture e migliore utilizzo delle risorse per le nuove tecnologie per tutto il sistema delle imprese, con particolare riferimento alle piccole e medie. Sostegno alle start-up innovative, anche attraverso la semplificazione delle raccolte fondi. Risparmio energetico ed efficientamento della rete, sicurezza degli approvvigionamenti, più efficienza della produzione energetica e dei consumi nell’edilizia, nell’industria e nei trasporti. Sostegno alle energie rinnovabili. Con Tonelli siamo voluti andare oltre e gli abbiamo rivolte alcune domande sulla mobilità sostenibile.

Inquinamento atmosferico. Come vede la lotta allo smog, anche alla luce delle pesanti sanzioni che possono arrivare dalla UE?
L’inquinamento in Italia è il combinato disposto di diversi fattori: microclima e smog particolari sulla Pianura Padana e un
parco veicolare soprattutto al Sud molto vetusto. La politica è chiamata a uniformare e a centralizzare le scelte, innanzitutto
provvedendo ad un piano di revisione totale: 1) per quanto attiene l’incentivo all’uso dei mezzi di trasporto pubblico si può pensare ad un concreto vantaggio per l’utente che possa interamente defiscalizzare il costo dell’abbonamento; 2) in ordine alle emissioni inquinanti delle auto per migliorare decisamente i valori e la qualità della vita dei centri urbani tre le scelte non più rinviabili: limitare l’accesso ai centri urbani per le auto, corposi investimenti per più treni, autobus e sistemi di trasporto collettivo a inquinamento zero e incentivare fortemente a livello fiscale chi acquista auto elettriche, ibride, GPL, metano, biometano.

L’Emilia è da settanta anni terra affezionata ai gas per autotrazione – GPL e metano – tanto da ospitare molte aziende del settore, che occupa in Italia circa 40mila addetti ed esporta in tutto il mondo. Qual’è il suo messaggio?
Nella attuale fase di transito da un sistema trasportistico tutto a carburanti fossili che tra pochi anni inizierà a riconvertirsi con l’ibrido-elettrico, il GPL e il metano vanno riconosciuti e sostenuti come carburanti seppure fossili che però hanno assolutamente minori inquinanti e possono anch’essi definirsi sistemi ibridi perché a doppia alimentazione. Se parliamo poi di biometano, è un carburante rinnovabile e utilizzabile senza modifiche dagli attuali sistemi di alimentazione a gas naturale.

Il parco auto italiano è molto anziano e la sua trasformazione a gas in officina contribuirebbe ad abbattere le emissioni inquinanti. Quali politiche per lo sviluppo di questo tipo di tecnologia?
Storicamente è made in Italy il patrimonio tecnologico di questi sistemi che ripeto possiamo classificare come ibridi: i moderni
impianti sono performanti e sicuri e c’è possibilità di rifornimento su tutto il territorio nazionale. Credo che il nuovo
governo debba sostenere con la leva fiscale tutta la filiera del GPL e del metano, segnatamente anche le officine e quindi le trasformazioni.

Quali sono gli orientamenti del suo schieramento in tema di carburanti alternativi?
Non vi sono alternative, ora la politica deve prendere atto che il sistema industriale è già più avanti rispetto alle politiche nazionali. Si veda ad esempio quanto si sta investendo sulla guida autonoma e infatti Google partirà prima al mondo in una città degli Stati Uniti con taxi a guida autonoma, tecnologia rivoluzionaria perché avremo meno veicoli, più sicurezza, meno inquinamento acustico e atmosferico.
Dobbiamo elaborare un piano nazionale che metta insieme tutte le opportunità tecnologiche del made in Italy e facilitare sempre più con la leva fiscale l’acquisto e l’utilizzo di mezzi di trasporto che abbattano e/o annullino gli inquinanti.

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