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25
Mar, Feb
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Tecno MCA Nanni Galli, il futuro con una storia

Tecnica
Tipografia

Un tempo le auto a gas le usavano solo i meno abbienti disposti a rinunciare al piacere di guida pur di risparmiare.


Pensare a una sportiva alimentata a GPL era un sacrilegio, soprattutto se sul cofano c’era un marchio blasonato.
Oggi la tecnologia si è evoluta e il gas ha assunto rispetto, sia nelle prestazioni, sia per le doti ambientali capaci di moderare l’inquinamento urbano. Non stupisce, allora, vedere un bolide con motore V8 correre nel tempio dell’automobilismo con gli iniettori a spruzzare GPL nei cilindri. A proporlo Fulvio Maria Ballabio, una storia di corse e motori green alla spalle, riversata nella nuova supercar che a Monza muove i suoi primi passi. Una pista con mille aneddoti e leggende, dove il ragazzo Ballabio si rifugiava per ammirare le imprese dei campioni e, anni dopo, realizzò il sogno della vita cogliendo la sua prima vittoria da pilota in carriera.
Una passione ora riversata sulla Tecno Nanni Galli V8 Ecoracing, il modello con telaio in fibra di carbonio voluto per partecipare alle gare di endurance e che racchiude una lunga storia. Nata sotto l’egida della Montecarlo Engineering, l’azienda fondata da Ballabio insieme a un mito delle quattro ruote di nome Carlo Chiti, la supercar prende la denominazione da un binomio di successo del secolo scorso. Il marchio è quello glorioso della scuderia bolognese fondata dai fratelli Pederzani negli anni Sessanta, il nome quello del pilota emiliano che portò all’esordio la PA123/3 del “caimano” di Formula 1 e che trionfò nella sua classe alla 24 Ore di Le Mans del 1968 guidando l’Alfa Romeo Tipo 33. E proprio da un V8 del “biscione” Ballabio è voluto partire per la nuova sportiva, un’unità di 4,7 litri con 503 CV di derivazione Maserati, alias Ferrari.
A differenziarla rispetto al passato è l’animo green che da tempo distingue le vetture di Ballabio. Un entusiasmo per i carburanti alternative iniziato negli anni Ottanta del Novecento, quando si interessa al metanolo usato in Formula Indy e proseguito alimentando le sue vetture con alcool, bioetanolo, metano e altri propellenti. Per la Nanni Galli la scelta è caduta sul GPL, carburante performante ed ecologico.
L’esito è una supercar monofuel da oltre 300 km/h portata in pista da Ballabio insieme a Oscar Comi e all’eterno Arturo Merzario a Monza durante il Peroni Racing Weekend dello scorso giugno. Un team pronto a sfidare le vetture tradizionali nelle gare di endurance anche in una configurazione bi-fuel GPL/etanolo. E con l’aspirazione di riportare dopo 52 anni un V8 Alfa alla 24 Ore di Le Mans.

C’È ANCHE IL PROGETTO BIOETANOLO

Ballabio ha avviato anche un progetto per sperimentare il bioetanolo derivato dagli scarti dell’uva, quindi non in concorrenza con le coltivazioni. Un carburante molto
diffuso in Francia che contribuisce a limitare le emissioni di gas serra e inquinanti senza penalizzare le prestazioni. A testarlo in gara è stato Massimo Liverani al volante dell’Alfa Romeo Giulietta all’Ecorally San Marino  ottenendo un secondo posto per appena 4 centesimi di secondo. Un podio, il primo della storia per un’auto bi-fuel GPL/ bioetanolo, che conferma la validità della soluzione anche in termini di prestazioni. L’impianto è realizzato in collaborazione con Biomotor, fornitore della centralina.

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