Avvertenza: questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Per ulteriori informazioni o per negare il consenso all'installazione di tutti o di alcuni cookie si veda l'informativa sui cookie.

26
Gio, Nov
Advertisement

Assogasmetano: metano per auto, un settore in sviluppo

Mercato
Tipografia

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Paolo Vettori, presidente di Assogasmetano, associazione che tutela e promuove il metano in tutte le sue declinazioni.

Costituita nel 2008, associa aziende che operano in Italia nella distribuzione del metano per i trasporti.
I primi di gennaio avevamo fatto questo commento riguardo le immatricolazioni dei veicoli a metano: “chiudiamo il 2019, nonostante tutto in positivo e ci aspettiamo un 2020 ancora migliore”. Siamo stati buoni profeti. Dopo il 142% di aumento delle immatricolazioni di dicembre, che ci hanno consentito, nonostante i primi nove mesi del 2019 siano stati quasi da bancarotta (-13,3% fino a settembre, con una punta di quasi il 30 % nel semestre!), di chiudere l’anno trascorso in positivo (+5,9% rispetto al 2018), i primi due mesi del 2020 evidenziano un aumento
del 106%. I modelli Golf e Polo del gruppo Volkswagen, coprono oltre il 50% della domanda.
Ciò significa che la propensione degli automobilisti verso questa motorizzazione, quando c’è offerta di modelli performanti, è intatta, anzi, nonostante la “concorrenza” dell’ibrido (elettrico/benzina), è aumentata e va consolidandosi.
La rete distributiva del CNG nel 2019, cresciuta di 80 impianti, raggiunge le 1.385 unità. A febbraio 2020 siamo a 1.399. Anche i distributori di GNL stanno diffondendosi arrivando a 64. L’avvento del biometano farà il resto per esaltare i benefici ambientali del comparto.
Anche la domanda complessiva di mezzi pesanti a CNG e LNG si è confermata con un aumento del 53% rispetto al 2018.
Questi sono elementi importanti per fare capire quanto il settore CNG sia ancora vivo, vitale e importante nel contesto energetico e ambientale del nostro Paese e non solo in una strategia di transizione.
Unica nota dolente è vedere che i veicoli di produzione italiana sono scesi al 10% delle vendite. Perché Fiat, dopo aver insegnato al mondo come si fanno i veicoli a metano, e le dichiarazioni dell’allora AD Marchionne a favore soprattutto della mobilità a metano, si è disimpegnata nella sua produzione e commercializzazione? Si è dimenticata che nel 2009 ne aveva venduti 140.000?
Riguardo infine il futuro della mobilità a metano e dei suoi benefici ambientali, non possiamo non sottolineare l’importanza del recente accordo di collaborazione fra Snam4Mobility e Landi che sarà propedeutico a “riscoprire” l’importanza della conversione retrofit che, non dimentichiamo, potrebbe interessare circa 12 milioni di veicoli ancora circolanti al di sotto di euro4.

BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS