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28
Mar, Mag
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L’anno horribilis dell’auto ecologica

Editoriali
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2016 da paura in Italia per l’auto ecologica: 1.824.968 veicoli immatricolati (+15,8%) con le famigerate diesel cresciute del 19% (57% di quota) e le auto a benzina del 22% (33% di quota), mentre le alimentazioni alternative sono diminuite del 12,1% (10% di quota).

Le vetture a gas, che rappresentano il 78% delle alternative immatricolate, dopo il calo del 6,5% registrato nel 2015, hanno perso il 21% del mercato e 3,6 punti di quota. Purtroppo un –15,6% per le auto a GPL, con due punti di quota in meno, mentre le vetture a metano lasciano addirittura il 30% dei volumi e 1,6 punti di quota.

Male, anzi malissimo anche le trasformazioni in after market: secondo gli ultimi dati del Consorzio Ecogas, siamo scesi per il secondo anno consecutivo sotto i 100mila impianti, soglia limite che consente la conservazione del parco circolante e le aziende che operano nel settore: oltre 5.000 distributori stradali e altrettante officine specializzate, 50 industrie, centinaia di aziende commerciali e di servizi, per un totale di oltre 30.000 addetti.

Le ibride registrano invece un incremento del 48% circa, con 38.580 unità e il 2,1% di quota. Sarebbe un dato positivo, se non fosse che i volumi sono comunque poco significativi e che troppo spesso l’ibrido funziona a benzina o gasolio per la maggior parte dei chilometri percorsi!

Le elettriche sono calate nel 2016 del 5,3%, con volumi molto bassi, appena 1.375 unità, solo 75 su 100mila.

È quindi chiaro e dimostrato che dell’ambiente e della salute non interessa nulla a nessuno, in barba alle oltre 90mila morti premature causate in Italia dallo smog. A maggior ragione possiamo affermarlo dato che una percentuale importante della scelta si indirizza sempre e comunque sul diesel.

Se ne sono accorti anche in Europa e fioccano le procedure di infrazione – NO2 e PM10 – con il rischio di dover pagare multe miliardarie.

Come far cambiare idea agli automobilisti? Con un vantaggio economico: incentivi da un lato e risparmio dall’altro. Leva, quest’ultima, che ha sempre funzionato per GPL e metano, ma non nel 2016: nonostante il rapporto tra il prezzo alla pompa di carburanti tradizionali e alternativi non sia mai stato così vantaggioso a favore di questi ultimi, negli scorsi mesi le quotazioni più contenute di benzina e gasolio hanno distolto l’attenzione dai gas per auto. Che hanno pagato il conto in termini di minori immatricolazioni e trasformazioni a GPL e metano.

E il 2017? Il mercato si conferma in crescita: 171.664 immatricolazioni, +10,1% rispetto allo stesso mese del 2016. Arriva anche un segnale positivo per il GPL, già in aumento a dicembre 2016, con un incremento del 31% a gennaio, 6,6% sul totale venduto contro il 5,6 di gennaio 2016. Ci auguriamo che il trend riprenda ad essere favorevole alle auto veramente a basso impatto, come quelle a gas, protagoniste di una importante iniziativa targata Ministero dell’Ambiente, ovvero la Convenzione ICBI: da anni attiva per la trasformazione dei veicoli a GPL e metano, sta mettendo a punto un piano di misure per abbattere le emissioni inquinanti presto sottoposto all’attenzione del Ministro Galletti.

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