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Auto, Anfia sollecita un confronto tra politica e imprese

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Esenzione bollo per mezzi ecologici, le associazioni del settore gas la chiedono anche per le conversioni
Automotive: progettare il rilancio – Made in Italy, Smart regulation e Competitività, le linee guida per ripartire. È il titolo del convegno organizzato da ANFIA, Associazione Nazionale Fra Industrie Automobilistiche, in collaborazione con la Presidenza delle Commissioni X Attività Produttive, Commercio e Turismo e IX Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera che si è svolto a Roma il 24 marzo.

L’incontro è stato promosso per favorire un confronto diretto tra politica e imprese, per un rilancio del settore, tenendo presente che la filiera automotive italiana è la seconda più importante del Paese.

Un’occasione per parlare anche di mobilità sostenibile: il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti ha ricordato gli importanti investimenti di sviluppo tecnologico e di miglioramento dell’impatto ambientale della mobilità, realizzati anche grazie al contributo dei carburanti gassosi.

Il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze Enrico Morando si è invece espresso favorevolmente nei confronti dell’esenzione di tre anni dal bollo auto per le vetture ecologiche di nuova immatricolazione, riconoscendone il vantaggio per il Sistema Paese in termini di miglioramento della qualità dell’aria.

Ricordiamo invece che l’On. Daniele Capezzone ha proposto un disegno di legge che prevede 5 anni di esenzione per le alimentazioni alternative (v. Ecomobile n.115) e dopo la recente bocciatura, pare intenzionato a ricalendarizzarlo. Dall’esenzione non devono però essere esclusi gli autoveicoli trasformati a gas in after market, come sostengono la Fondazione per lo sviluppo sostenibile e associazioni di categoria quali Consorzio Ecogas e Assogasliquidi.

L’argomento sostenibilità è stato trattato anche da Ettore Guglielmo Epifani, Presidente della X Commissione della Camera, che ha sottolineato il paradosso relativo al mancato rinnovo del parco autobus in Italia, per il quale i 625 milioni stanziati con la Legge di stabilità 2015 sono ancora a rischio di taglio in sede di Conferenza Stato-Regioni, a causa degli obiettivi della spending review relativa alle Regioni. Paradossale che la mobilità privata venga regolamentata per ridurre, con limiti stringenti, le emissioni inquinanti dei veicoli, mentre l’impatto ambientale del trasporto pubblico peggiora di anno in anno, con il progressivo innalzamento dell’età media dei veicoli circolanti, arrivata a 12,2 anni, e già fortemente superiore alla media europea (7,5 anni). L’On. Epifani ha segnalato la necessità di salvaguardare i fondi stanziati, come ribadito anche dal Vice Ministro per lo Sviluppo Economico De Vincenti e dal Sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani e di trovare gli strumenti per uscire da questa contraddizione, anche incoraggiando il rilancio degli stabilimenti produttivi italiani.

Il Sottosegretario Degani ha ricordato la collaborazione con ANFIA su vari fronti, tra cui il tema – in corso di esame nel Collegato Ambiente – della promozione di impianti per la produzione di energia elettrica mediante il recupero di calore dai cascami termici, con la richiesta di esenzione dai pagamenti dei corrispettivi oneri generali di sistema per i sistemi di autoproduzione ORC (Organic Rankine Cycle).

Sono intervenuti anche: Roberto Crapelli, amministratore delegato di Roland Berger (Società di Consulenza) e Aurelio Nervo, presidente del Gruppo Componenti Anfia.

Logo ANFIAIl Presidente ANFIA Roberto Vavassori ha infine presentato i dati della produzione di vetture nei primi cinque mercati europei nel 2014, da cui emerge che l’Italia è l’unico Paese a presentare un importante squilibrio nel rapporto tra vetture immatricolate e prodotte: ogni 100 nuove auto vendute nel nostro Paese se ne producono 30, contro le 83 della Francia, le 62 del Regno Unito, le 222 della Spagna e le 185 della Germania.

“Dipende da noi – ha dichiarato Vavassori – mantenere la nostra filiera automotive vivace, e svilupparla verso il traguardo di un’industria della mobilità sostenibile. Ai nostri interlocutori politici, chiediamo di fornire un quadro di ‘legislazione competitiva’, fatta di singoli provvedimenti coerenti e di scelte politiche concertate e di lungo periodo, – sul modello tedesco della Commissione Industria 2030 – tale da ridurre dapprima, ed eliminare poi, il differenziale di legislazione che ci separa dai competitor europei e internazionali”.

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