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Laudato sì: l’eco-Enciclica di Papa Francesco

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È già una pietra miliare l’enciclica Laudato sì di Papa Francesco, dedicata alla cura della casa comune, ovvero al pianeta, all’ambiente e alla visione del Pontefice per assicurare continuità e giustizia all’umanità.

Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso, si legge nell’introduzione, di fronte al deterioramento globale dell’ambiente, voglio rivolgermi a ogni persona che abita questo pianeta.

Dopo aver citato il contributo dei suoi predecessori, Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, – che raccoglie le riflessioni di innumerevoli scienziati, filosofi, teologi e organizzazioni sociali – e del Patriarca Bartolomeo, il Papa propone il modello di San Francesco: in lui si riscontra fino a che punto sono inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore.

6 capitoli e 246 paragrafi che si concentrano sul futuro della Terra, una sorta di magna carta del creato, che non dimentica i consigli utili per comportarsi in modo ecologico.

Inquinamento e cambiamenti climatici, rifiuti, cultura dello scarto che colpisce tanto gli esseri umani esclusi quanto le cose che si trasformano velocemente in spazzatura… l’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale, fondamentale e universale.

E poi la perdita di biodiversità, il deterioramento della qualità della vita umana e degradazione sociale, l’inequità planetaria. Nulla viene tralasciato. Tecnologia? La tecnologia ha posto rimedio a innumerevoli mali che affliggevano e limitavano l’essere umano. Tuttavia non possiamo ignorare che l’energia nucleare, la biotecnologia, l’informatica, la conoscenza del nostro stesso DNA e altre potenzialità che abbiamo acquisito ci offrono un tremendo potere. Papa Francesco I si sofferma sul paradigma tecnocratico dominante. Non si è imparata la lezione della crisi finanziaria mondiale e con molta lentezza si impara quella del deterioramento ambientale. Francesco propone un’ecologia integrale, ovvero ambientale, economica, sociale e culturale. E invita ad un’ecologia della vita quotidiana, proponendo alcune linee di orientamento e di azione. Con l’esortazione a puntare su un altro stile di vita e ad educare all’alleanza tra l’umanità e l’ambiente.

Non tutto è perduto, perché gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi.

Un cambiamento negli stili di vita potrebbe arrivare ad esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale.

L’educazione alla responsabilità ambientale può incoraggiare vari comportamenti che hanno un’incidenza diretta e importante nella cura per l’ambiente, come evitare l’uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili, e così via. Tutto ciò fa parte di una creatività generosa e dignitosa, che mostra il meglio dell’essere umano.

Riutilizzare qualcosa invece di disfarsene rapidamente, partendo da motivazioni profonde, può essere un atto di amore che esprime la nostra dignità.

Nessuno è rimasto indifferente e non sono circolate critiche sul pronunciamento del Santo Padre, frutto di grande equilibrio e condivisibile da tutti, credenti e non, nelle sue linee essenziali. Un inno a un nuovo umanesimo che tocca la mente e il cuore. Un immenso e lungimirante manifesto etico e morale ma anche politico e di governo che dovrebbe ispirare chi ha il compito di tenere le redini ma anche ognuno di noi, nella quotidianità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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