Avvertenza: questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Per ulteriori informazioni o per negare il consenso all'installazione di tutti o di alcuni cookie si veda l'informativa sui cookie.

12
Lun, Apr
Advertisement

David Attenborough - Una vita sul nostro pianeta

Cinema
Tipografia

La testimonianza del naturalista nel suo nuovo docufilm.

Tra vetri rotti e calcinacci all’interno di edifici abbandonati cammina David Attenborough, uno dei più celebri divulgatori scientifici e naturalisti al mondo. Si trova a Chernobyl dove nel 1986 avvenne il più grave incidente nucleare della storia. Così si apre il suo nuovo docufilm arrivato recentemente su Netflix. Il riferimento a Chernobyl vuole essere un avvertimento e una metafora per dire e mostrare agli spettatori come potrebbe diventare la Terra in futuro. Un luogo inabitabile, desolato ed ostile a causa di una cattiva pianificazione e di errori da parte dell’uomo. Sul pianeta, infatti, è già in atto, come la definisce Attenborough, la tragedia del nostro tempo, ovvero la scomparsa dei luoghi naturali e della biodiversità.
In questo docufilm, David Attenborough, attraverso una lunga retrospettiva sulla sua vita e carriera, si pone come testimone del cambiamento climatico e racconta la storia dei più grandi errori umani, che hanno danneggiato l’ambiente e messo in pericolo il futuro del pianeta e della specie umana.
Attenborough, però, non guarda solo al passato, ma anche al futuro che, secondo lui, può essere ancora salvato. Per farlo, afferma il naturalista, è necessario ripristinare la biodiversità e rinaturalizzare il mondo. In un secolo la natura selvaggia potrebbe tornare, e spiega agli spettatori in che modo questo potrebbe accadere.
Ogni specie prospera solo se il resto prospera con essa. Se ci prendiamo cura della natura la natura si prenderà cura di noi. Dobbiamo smettere di crescere e iniziare a prosperare (…) non si tratta di salvare il pianeta, si tratta di salvare noi stessi. Con o senza di noi, il mondo naturale tornerà, afferma Attenborough, riferendosi ancora una volta a Chernobyl. Quest’ultima è anche un esempio vivente della capacità della natura di rinascere e di reclamare il suo spazio.

BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS