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Dom, Set
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Presentato il Piano Energia e Clima 2030

Attualità
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Il ministro e il sottosegretario dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio e Davide Crippa hanno presentato, insieme al ministro dell’Ambiente Sergio Costa, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030 (Pnec), strumento che dovrà guidare l’Italia verso la decarbonizzazione.

Alla presentazione è seguita la consultazione pubblica – dal portale energiaclima2030.mise.gov.it, dove è possibile avere accesso al documento – che si è conclusa il 5 maggio, mentre la stesura definitiva deve essere trasmessa alla Commissione europea entro la fine del 2019. 

LE 5 DIMENSIONI DELL'ENERGIA

Il piano, da predisporre in attuazione del regolamento europeo sulla governance dell’Unione dell’energia e dell’azione per il clima, costituisce lo strumento con il quale ogni Stato, in coerenza con le regole europee vigenti e con i provvedimenti attuativi del pacchetto europeo Energia e Clima 2030, stabilisce i propri contributi agli obiettivi europei al 2030 basandosi sulle cinque dimensioni dell’energia: decarbonizzazione, incluse le fonti rinnovabili; efficienza energetica; sicurezza energetica; mercato interno dell’energia; ricerca, innovazione e competitività.

 

IN ATTESA DELLE RACCOMANDAZIONI

È in corso la valutazione delle proposte di piano presentate dagli Stati membri. Entro il 30 giugno 2019, anche a seguito di confronti bilaterali tra la Commissione e ciascuno Stato la stessa CE potrà formulare delle raccomandazioni.

 

ELETTRIFICAZIONE

Tra le tendenze maggiormente sottolineate dal piano italiano, la grande attenzione prestata alla elettrificazione dei consumi, a partire dai trasporti, nei quali si intende affiancare a politiche per la riduzione del fabbisogno di mobilità misure che rendano chiaro l’orientamento verso la mobilità privata elettrica.

Un orientamento, quest’ultimo, che rischia di cozzare con le reali prospettive tecnologiche e di mercato.

 

PARCO CIRCOLANTE

Se si vanno poi a vedere bene le previsioni degli estensori, si parla di una penetrazione dell’elettricità nei trasporti ampia ma comunque non “sostitutiva”: si mira (ottimisticamente), al 2030, a (soli) 1,6 milioni di auto elettriche pure e 4,5 di auto ibride, su un parco auto circolante nelle stesso anno di 37 milioni di veicoli, leggermente inferiore a quello attuale.

Parliamo quindi di uno sparuto 16,3% del circolante. Questo significa che il restante 83,7 sarà ancora alimentato a benzina, a gasolio, a gas, anche bio! Ma governo e parlamento lavorano ben poco all’ottimizzazione dei carburanti tradizionali e alternativi che tanta strada hanno ancora da fare.

 

LE AUDIZIONI ALLA CAMERA

Nei mesi scorsi molti stakeholders sono stati interpellati sul tema Pnec nel corso di audizioni alla Commissione Attività Produttive, tra di loro figure rappresentative del mondo automotive e carburanti, che hanno fornito diversi spunti di riflessione.

Il presidente di Assogasliquidi FederchimicaFrancesco Franchi ha evidenziato che per il GPL autotrazione servono misure di promozione per l’acquisto di veicoli a gas e per la conversione a gas del parco auto circolante, per il Gnl lo sviluppo di infrastrutture nazionali di approvvigionamento, la conferma degli incentivi per l’acquisto di mezzi pesanti a Gnl e l’introduzione di misure di premialità. 

Il presidente di Assogasmetano, Paolo Vettori, ha sottolineato che il metano costituirà una risorsa ponte molto a lungo, mentre ha identificato nel biometano la carta vincente contro le emissioni: definisco il biometano la raffineria italiana. In effetti, noi abbiamo la potenzialità di 6 miliardi di metri cubi di metano, mentre l’attuale utilizzo per autotrazione è poco più di un miliardo di metri cubi. Vorrebbe dire che ce n’è assolutamente in abbondanza per rifornire la rete stradale del metano

Alessandro Tramontano, presidente del Consorzio Ecogas, ha avanzato una proposta correttiva dell’ecotassa (vedi articolo Presentato il Piano Energia e Clima 2030) e ha posto l’accento sulla necessità di considerare i combustibili alternativi così come definiti dalla Dafi, per avere una uniformità di trattamento sul territorio, in particolare per le limitazioni alla circolazione. Per incentivare i gas per auto, settore tecnologico nel quale l’Italia primeggia nel mondo, si potrebbero poi rivedere i sistemi fiscali, come la tassa di possesso.

Giuseppe Ricci, Chief refining & marketing officer di Eni: Dobbiamo considerare che rendere sostenibile la mobilità significa prima di tutto decongestionare i grandi centri urbani, poi migliorare la qualità dell’aria. Combinando queste due cose, si ottiene un notevole beneficio sulla decarbonizzazione. In questo contesto le soluzioni sono molteplici e secondo noi vanno perseguite tutte contemporaneamente.