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Mer, Mag
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Italia condannata per la qualità dell’aria

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La Corte di giustizia dell’Unione europea con una sentenza del 10 novembre ha condannato l’Italia

– pur senza sanzioni – per non avere adottato misure adeguate a ridurre l’inquinamento dell’aria padana: i valori limite applicabili alle concentrazioni di particelle PM10 sono stati superati in maniera sistematica e continuata tra il 2008 e il 2017.

La sentenza non ci coglie di sorpresa – ha commentato il Ministro dell’ambiente Sergio Costa - visti i dati su cui è basata e che sono incontrovertibili alla prova dei fatti. Dati che, benché si fermino al 2017, indicano un problema che purtroppo non è ancora risolto. Fin dal mio insediamento, nel 2018, ho messo in campo tutti gli strumenti possibili, in accordo con le Regioni, per affrontare il tema della qualità dell'aria. Sottolineo infatti che ogni anno sono almeno 80 mila le vittime dovute a questa problematica che investe soprattutto il Bacino Padano, ma non soltanto. Credo che questa pronuncia debba essere uno stimolo per tutto il Governo a far di più e meglio rispetto a quanto già abbiamo messo in campo, considerando che la stessa Corte nella sentenza riconosce la bontà delle azioni intraprese dal 2018, per garantire nel più breve tempo possibile un ambiente più salubre a tutti i cittadini.”

Rispetto alla qualità dell’aria l’Italia vede al momento tre procedure di infrazione aperte: oltre a quella relativa al PM10, una riguarda il superamento dei livelli di ossidi di azoto, oggetto di ricorso presso la stessa Corte e un’altra le polveri ultrasottili PM2,5, aperta all’inizio di novembre.

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