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Lun, Ott
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Biometano e idrogeno per dire stop alle emissioni di CO2 nel 2050

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E’ arrivato il gas rinnovabile – biometano e idrogeno – che nel 2050 dovrebbe aiutare l’Europa a eliminare le emissioni di CO2.

 

Lo studio commissionato dal consorzio Gas for Climate ha calcolato un potenziale di 270 miliardi di metri cubi che, immessi nelle infrastrutture, permetterebbero un risparmio di € 217 miliardi di euro l’anno.

Questo gas svolgerebbe un ruolo chiave nel riscaldamento domestico, nei processi industriali, nell’energia elettrica e nei trasporti pesanti con lo scopo di arrivare alla realizzazione di un futuro energetico sostenibile e totalmente rinnovabile in Europa, ha dichiarato Piero Gattoni - presidente del CIB.

Sarebbe composto da biometano prodotto da rifiuti urbani e scarti agricoli e agroindustriali insieme all’idrogeno blu - prodotto da gas naturale tramite la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCS) - che poi verrebbe rimpiazzato nel 2050 dall’ idrogeno verde - prodotto tramite eolico e solare.

Il consorzio Gas for Climate riunisce sette aziende europee di primo piano nel trasporto gas - Snam, Enagás, Fluxys, Gasunie, GRTgaz, Open Grid Europe e Teréga - e due associazioni attive nel settore del gas rinnovabile – CIB, Consorzio Italiano Biogas, e EBA, European Biogas Association

Questo studio – commenta Marco Alverà, amministratore delegato di Snam – mostra il prezioso contributo che biometano e idrogeno possono dare al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi climatici in Europa e al tempo stesso sottolinea l’importanza delle infrastrutture esistenti nel favorire una totale decarbonizzazione a costi accessibili in un orizzonte che va ben oltre il 2050.

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