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Dom, Mag
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Fca, Iveco e Snam hanno firmato il 5 ottobre – alla presenza dei Ministri dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e Trasporti Carlo Calenda e Graziano Delrio – un Memorandum of Understanding finalizzato a favorire lo sviluppo del gas naturale come carburante per autotrazione, alternativa immediatamente disponibile e più sostenibile rispetto ai carburanti tradizionali, in grado di generare importanti benefici ambientali ed economici per i consumatori, le imprese e la pubblica amministrazione.

Secondo dati di Acea, associazione dei costruttori europei di automobili, nei 25 Paesi dell’Unione Europea e dell’EFTA (European Free Trade Association - Associazione Europea di Libero Scambio) presi in esame, le alimentazioni alternative (AVF, Alternative fuels vehicles) nel 2015 registrano oltre 640mila nuove immatricolazioni, più 22% rispetto al 2014.

GPL, ovvero Gas di Petrolio Liquefatti, una miscela di propano e butano presente nei giacimenti insieme al metano oppure ottenuta come prodotto di scarto della raffinazione del petrolio. Un combustibile dalle grandi potenzialità che trova un buon impiego anche in autotrazione. I margini di sviluppo sono molto ampi: la quota mondiale utilizzata per i trasporti è in crescita ed è pari al 9,6% del totale, il rimanente riguarda gli usi domestici e industriali.

Una vicenda che ci accompagnerà ancora a lungo quella dello scandalo Volkswagen. Dopo che l’imbroglio è divenuto di pubblico dominio a settembre, i colpi di scena si sono succeduti uno dopo l’altro.

Coinvolti anche veicoli a benzina e nuovi diesel 3.0
Intanto l’Italia dimostra la consueta efficienza: pagheremo 8 milioni per mille controlli a campione (8mila euro l’uno)
Volkswagen dopo le accuse giunte dagli USA il 18 settembre sulle emissioni dei veicoli venduti in America, dove le regole sono più stringenti rispetto all’Europa, ha ammesso di avere eluso i test di inquinamento sui diesel venduti tra il 2009 e il 2015. Coinvolte 480.000 vetture (3% del circolante), con rischio multa di ben 18 miliardi.

Proseguono le indagini in Europa e negli USA: sembrano coinvolti anche i motori benzina e altri costruttori
Già nei primi mesi del 2014 la sezione europea dell’organizzazione indipendente no profit International Council on Clean Transportation (ICCT) conduce test in laboratorio e su strada su tre modelli con motore diesel: le nuove Volkswagen Jetta e Passat e la Bmw X5.

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