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07
Mar, Lug
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Collaudo impianti GPL: autocertificazione delle officine per semplificare le procedure

Politica
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Superare l’attuale sistema di collaudo degli impianti a GPL affidandolo alle autofficine autorizzate. A chiederlo è stata la deputata Sara Moretto (Italia Viva), congiuntamente all’on. Davide Gariglio (Partito Democratico), in X Commissione Trasporti nel corso del question time al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti del 20 novembre scorso, a rispondere il sottosegretario Roberto Traversi.

Moretto ha ribadito la proposta, già avanzata anche dagli operatori del settore, di annotare la regolare sostituzione sulla carta di circolazione con autocertificazione effettuata da officine riconosciute, per evitare i disagi che si potrebbero registrare nei prossimi mesi, quando, sottolinea Moretto, circa 900mila veicoli dovranno essere sottoposti alla procedura di collaudo per la sostituzione decennale del serbatoio GPL da parte della Motorizzazione civile.
"Gli uffici territoriali, come segnalano da tempo anche gli operatori e le associazioni di categoria, sono in carenza di organico e tale criticità sarà acuita dal carico ingente di operazioni previste, frutto degli incentivi ai veicoli alimentati a GPL e gas naturale erogati degli anni 2009 – 2010 – 2011" fa sapere la deputata, riferendo che già oggi i tempi di prenotazione del collaudo sono molto lunghi. "Un disagio notevole sia per gli automobilisti, che rischiano di dover circolare in modo irregolare, sia per le officine, soprattutto nei casi in cui la sostituzione del serbatoio coincida con la revisione periodica del veicolo che dovrebbe perciò restare fermo fino alla seduta di collaudo."

Moretto si dice solo parzialmente soddisfatta dell’annuncio di modifica al Codice della Strada, come riferito dal sottosegretario Traversi, con l’introduzione di una procedura semplificata che ricalca tale proposta. "Sappiamo benissimo che i tempi parlamentari, con il doppio passaggio tra Camera e Senato, sono imprevedibili e lunghi. Il mio intento, al contrario, era di sollecitare una misura provvisoria attraverso un decreto o provvedimento ministeriale per dare una risposta immediata considerata l’urgenza del problema." Moretto precisa infine che "le officine già oggi si assumono la responsabilità circa la regolarità dell’impianto, quindi di fatto siamo di fronte a una mera operazione formale da parte della Motorizzazione civile per l’aggiornamento della carta di circolazione."

Soddisfatto Alessandro Tramontano, presidente del Consorzio Ecogas, associazione che da tempo chiede la semplificazione delle operazioni di collaudo per i veicoli a GPL e a metano, che sottolinea: "Ci auguriamo che davvero i tempi possano essere brevi per consentire a tutti di lavorare serenamente e agli automobilisti di non subire disagi. Concordiamo con la proposta dell’on. Moretto, con la quale stiamo collaborando, sull’opportunità di dare la responsabilità alle officine di installazione impianti piuttosto che ai centri revisione, come proposto dall’on. Gariglio. Riteniamo inoltre che le officine per poter accedere a questa procedura debbano essere riconosciute e accreditate dal Ministero dei Trasporti."


LA RISPOSTA DEL SOTTOSEGRETARIO TRAVERSI

Quanto evidenziato circa le visite e le prove presso gli uffici della Motorizzazione Civile su serbatoi di contenimento GPL dei veicoli a motore potrà trovare soluzione attraverso la modifica della disciplina di cui all’articolo 78 del Codice della Strada. La procedura semplificata, già partecipata alle diverse associazioni di categoria e da esse condivisa, prevede l’aggiornamento della carta di circolazione mediante collegamento telematico al sistema informativo del Dipartimento Trasporti Terrestri senza più visita e prova, che verrebbe demandato alle officine installatrici in possesso di requisiti di competenza e specializzazione accreditate secondo criteri e modalità stabiliti dalla Direzione Generale per la motorizzazione. Quest’ultima attraverso le proprie strutture operative effettuerebbe attività di vigilanza anche mediante verifiche a campione dei veicoli sui quali siano stati installati sistemi gas al fine di accertare il rispetto delle prescrizioni tecniche e delle istruzioni del manuale di installazione.

In ogni caso le installazioni verrebbero comunque verificate in sede di revisione veicolo inizialmente ogni 4 anni poi ogni 2. Come noto la procedura esposta è prevista all’articolo 5 comma 1 lettera B del progetto di legge di revisione del Codice della Strada già esaminato da questa Commissione. Tale previsione normativa potrà non solo risolvere efficacemente la problematica in esame, ma consentirà di liberare risorse umane presso gli uffici periferici da adibire ad altri rilevanti operazioni quali revisione e collaudi di allestimento di veicoli nuovi, fornendo maggiore efficacia all’operatività e a salvaguardia della sicurezza della circolazione stradale. Il Mit si adopererà affinché tale previsione normativa possa essere al più presto approvata e gli uffici del Ministero sono al lavoro per individuare soluzioni tecnico-amministrative che possano ovviare agli attuali disagi per le lunghe attese delle operazioni di collaudo.

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