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Lun, Set
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Strategia Energetica Nazionale

Politica
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In pieno clima pre-elettorale è stata approvata la nuova Strategia energetica nazionale (Sen). Il 10 novembre scorso i ministri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente – Carlo Calenda e Gian Luca Galletti – hanno firmato il decreto, presentato a Palazzo Chigi alla presenza del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Non un punto di arrivo ma di partenza, come sottolinea il comunicato dei ministeri. 

Con la sua approvazione parte il lavoro per la presentazione alla Commissione Europea entro il 2018 della proposta di Piano integrato per l’energia e il clima (CEP) previsto dall’UE, che dovrà indicare obiettivi al 2030, politiche e misure per le cinque “dimensioni dell’energia”: decarbonizzazione e rinnovabili, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato interno, innovazione e competitività.

Al suo interno si parla anche di trasporti e mobilità, specificando che le rinnovabili nei trasporti dovranno arrivare a valere il 21% nel 2030 rispetto al 6,4% del 2015.

Si punta a un rafforzamento della mobilità locale per ridurre il traffico urbano e supportare il cambio modale (car sharing, car pooling, smart parking e bike sharing), alla mobilità ciclo-pedonale e al trasporto pubblico locale; al miglioramento delle prestazioni energetiche e ambientali del parco auto; allo sviluppo della eco-mobilità all’insegna della neutralità tecnologica, per raggiungere l’obiettivo al minimo costo per i cittadini. Le tecnologie citate – oltre al GNL per trasporti pesanti e marittimi – sono l’elettrica e l’ibrida, oltre alla prospettiva del biometano. In entrambi i casi si azzardano date e cifre.

Atteso al 2030 un importante contributo anche dai veicoli elettrici e ibridi elettrici plug-in PHEV, che appaiono essere una soluzione per la mobilità urbana privata. Ci si aspetta una particolare efficacia degli investimenti in questa tipologia di veicoli tra 5-7 anni, con una diffusione complessiva di quasi 5 milioni di veicoli al 2030. Tali valori potrebbero essere superati grazie all’impulso che potrà derivare dal secondo pacchetto sulla mobilità sostenibile, proposto dalla Commissione Europea a novembre 2017.

E sul biometano (che verrà incentivato con il decreto atteso da tempo): sembra essere un’alternativa efficiente per convertire biogas in un biocarburante per il settore trasporti, nel quale potrà sostituire biocarburanti di importazione senza oneri aggiuntivi per i consumatori. Già oggi il biometano può contare su un potenziale, valutato sulla base della produzione elettrica da biogas, di circa 2,5 miliardi di metri cubi, con un potenziale massimo teorico di crescita stimato al 2030 pari a 8 miliardi di metri cubi.

La parte che lascia esplicitamente pensare a tutti i carburanti alternativi è quella riferita alla Dafi: l’attuazione della DAFI offrirà la possibilità di incrementare l’elettricità (anche da rinnovabili) nei trasporti e di valorizzare maggiormente l’utilizzo del biometano, prevedendo una crescita: dei punti di ricarica per veicoli elettrici dagli attuali 2.900 circa fino a 6.500 nel 2020; dei punti vendita eroganti GNC dagli attuali 1.100 circa a 2.400 nel 2030; dei punti vendita GNL dalle poche unità di oggi a circa 800 nel 2030.

Nel messaggio dei ministri che funge da premessa alla Sen, la realtà: l’ambizione deve comunque essere coniugata con il realismo: se il 28% dei consumi sarà coperto da fonti rinnovabili, il rimanente 72% richiederà necessariamente gas e, dati i lunghi tempi di trasformazione delle infrastrutture, anche prodotti petroliferi.

In attesa dell’annunciata cabina di regia che dovrà verificare lo stato di avanzamento delle misure per la realizzazione della Strategia Energetica, siamo arrivati alla soglia delle elezioni, che vedranno le forze politiche impegnate a diffondere programmi e promesse. 

Ci auguriamo che si ricordino che l’Italia può contare anche su GPL e metano per autotrazione – e sui settori economici e industriali collegati – eccellenze italiane che assicurano da sempre benefici ambientali, economici e sociali.

 

Incentivi auto, l’ipotesi

Pensiamo che ci voglia un incentivo per svecchiare il parco circolante anche se è un tema delicato perché la fonte finanziaria individuata, che poteva essere una componente della bolletta, è forte, quindi abbiamo chiesto al Parlamento un’ampia condivisione delle forze politiche. Aspettiamo le risposte. Ovviamente è una transizione verso diversi modelli, gas, elettrico, ibrido: non vogliamo una rottamazione vecchia maniera.

Lo ha dichiarato il ministro Calenda durante la conferenza stampa di presentazione della Sen. Le considerazioni sulla copertura finanziaria non lasciano ben sperare.

 

L’iniziativa ICBI apre agli Euro 4

ICBI logoDal 16 novembre gli ecoincentivi ICBI per trasformare a metano e GPL gli autoveicoli cambiano, come stabilito dal decreto direttoriale n. 509 dell’8 novembre del Ministero dell’Ambiente, Direzione generale per il clima e l’energia, Divisione II.

Si potranno convertire a gas usufruendo del contributo statale anche i mezzi privati Euro 4 a benzina, mentre vengono esclusi gli Euro 2. 

La decisione è stata presa di comune accordo con il Comune di Parma capofila della Convenzione di oltre 680 Comuni che aderiscono all’iniziativa considerando l’attuale parco auto circolante e le zone di interdizione al traffico per alcune tipologie di vetture, regolate da comune a comune con differenti criteri.

Le risorse residue disponibili sono scarse: 900mila euro.

Per usufruire dell’incentivo – spiega Alessandro Tramontano, presidente del Consorzio Ecogasil cittadino residente in un Comune aderente ad ICBI deve recarsi presso una delle officine aderenti all’iniziativa per la trasformazione del veicolo e l’installatore, dopo aver verificato che veicolo ed intestatario della Carta di circolazione siano abbiano i requisiti necessari, prenota via internet il contributo.

Il beneficiario fruisce dell’incentivo tramite uno sconto riportato direttamente in fattura.

Info e prenotazioni: www.ecogas.it.

 

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