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Dom, Set
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Per abbattere le emissioni servono tutte le propulsioni alternative

Editoriali
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Le emissioni medie di CO2 delle auto di nuova immatricolazione in Europa sono in aumento, mentre il regolamento approvato dal Parlamento e dal Consiglio europeo alza ulteriormente l’asticella.

Dal 2030, le auto e i furgoni nuovi dovranno avere emissioni di CO2 inferiori del 37,5% e del 31% rispetto ai livelli 2021. Che sono già proibitivi: per le auto siamo a quota 95 gr/km

L’unica soluzione è ricorrere in modo sistematico a tutte le alimentazioni alternative, avendo a cuore l’aria che respiriamo nel rispetto del principio di neutralità tecnologica, oggi da più parti messo in discussione.

Diverse soluzioni più o meno valide possono assicurare un taglio delle emissioni.

Bene i veicoli elettrici e ibridi, bene GPL, metano, biometano e anche bio GPL, bene il GNL e il bio GNL. Bene l’idrogeno, quando sarà pronto.

E bene ogni tipo di Euro 6 e oltre, a prescindere dall’alimentazione.

Vietato vietare, se non c’è ragione (o se non ci sono ancora alternative pronte). Non ci troviamo quindi d’accordo con quanti – per citare alcuni nomi Eurelectric, Enel, Motus-E e Transport&Environment – affermano che un’eventuale revisione della Dafi a livello europeo dovrà individuare nell’elettrico la soluzione per decarbonizzare i trasporti.

L’auto elettrica da sola non può assorbire tutto il mercato.

Inseguendo questo obiettivo ancora lontano nel tempo, potremmo vedere aumentare non poco le emissioni di CO2 perché non abbiamo il coraggio culturale, normativo e industriale di assecondare il progresso tecnologico nel rispetto delle risorse disponibili.

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