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Alimentazioni alternative e mercato del nuovo, trend in crescita

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A marzo le immatricolazioni ecofriendly hanno superato le 21.100 unità (+14,4%), 13,1% del totale. Da inizio 2015 totalizzano oltre 60.800 unità (14,2%), con un incremento che sfiora il 18%. Più di 53.000 sono a gas, raddoppiano le elettriche e le ibride crescono del 28%. Abbiamo intervistato Roberto Vavassori, Presidente ANFIA che ha recentemente promosso un convegno sul rilancio del settore automotive in collaborazione con la Presidenza di due Commissioni della Camera, Attività Produttive, Commercio e Turismo e Trasporti, Poste e Telecomunicazioni.

Rilancio Automotive: qual’è il ruolo delle alimentazioni alternative?
Un ruolo non secondario: in Italia le vetture ad alimentazione alternativa detengono già un primato in termini di quote di mercato rispetto agli altri principali Paesi europei e nel 2014 hanno rappresentato oltre il 16% del totale immatricolato, contro il 2% del Regno Unito e meno del 2 di Germania e Spagna. L’ampio bacino d’utenza ha consentito lo sviluppo di una filiera di eccellenza che lavora bene in Italia ma può essere esportata in quei Paesi europei che ancora guardano con una certa diffidenza questi sistemi, anche se, faccio l’esempio delle case tedesche, hanno a listino dei modelli ad alimentazione alternativa, salvo poi non pubblicizzarli più di tanto. Noi crediamo che sia una buona risposta ai temi di abbattimento degli inquinanti, in particolare del particolato. Come ANFIA abbiamo lavorato con le altre Associazioni del settore affinché il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero degli Interni emanassero i decreti per sdoganare il self service alla pompa delle alimentazioni alternative a metano e GPL, perché uno dei limiti che stiamo incontrando nell’ulteriore diffusione di questi sistemi anche in Italia è il fatto che la rete di distribuzione, anche quando non carente, deve essere presidiata da personale e questo non incentiva i distributori ad installare questi sistemi. Sull’esempio del modello austriaco di self service GPL, si è dunque mossa anche l’Italia, anche se a complicare l’effettiva implementazione dei self service ci sono le lungaggini burocratiche legate ai necessari adeguamenti tecnici degli impianti di distribuzione, oltre che il rilascio delle previste schede personali di abilitazione per i clienti. L’obiettivo di questa normativa è stato quello di far passare il concetto che rifornirsi di GPL o di metano non comporta problemi così come accade per la benzina e il gasolio, e siamo certi che l’apertura dei self service anche alle auto a gas comporterà certamente un’espansione delle vendite dei veicoli ad alimentazione ecologica. Questo per il trasporto privato. Vediamo poi con favore che anche le flotte di trasporto pubblico locale si stanno in parte convertendo alle soluzioni GPL o metano. Ancora, Stati Uniti e Cina stanno producendo alimentazioni a gas per veicoli pesanti e anche in questo comparto l’Italia si comporta bene perché i nostri costruttori, soprattutto in Cina, esprimono buoni numeri e buoni fatturati. Quindi, in sintesi, crediamo che queste alimentazioni alternative possano essere un fattore significativo.

ANFIA ha presentato al Governo diverse proposte di misure fiscali. Tra queste l’esenzione triennale dal pagamento del bollo per le vetture ecologiche. Quali le prospettive?
Da tempo sollecitiamo alcuni provvedimenti di fiscalità che, anche se rappresentano inizialmente un possibile minore introito per l’erario, secondo le nostre proiezioni molto concrete, in realtà riporterebbero poi più denari nelle casse dello Stato. Uno è l’innalzamento dei livelli di deducibilità dei costi delle auto aziendali. Qui siamo molto penalizzati, dal governo Monti in avanti è diminuita fortemente la deducibilità, oggi siamo al 20%, mentre alcuni Paesi in Europa sono addirittura al 100%. È sbagliato secondo noi stringere le maglie normative per cercare di evitare comportamenti irregolari: questi vanno determinati e trovati prima, senza penalizzare chi si comporta correttamente. Abbiamo apprezzato la serie di provvedimenti che la Commissione Bilancio, con l’Atto Camera 2397, sta discutendo, tra i quali l’esenzione triennale dal bollo (5 anni per le ecologiche, ndr). Tuttavia, date le esigenze di contenimento della spesa pubblica, ha senso concentrarsi sulle vetture di nuova immatricolazione con emissioni di CO2 inferiori a 120 g/km. Su questo, il Vice Ministro delle Finanze Morando ci ha confortato durante il Convegno da noi recentemente promosso presso la Camera dei Deputati, annunciando che il Ministero sta valutando la misura di esenzione triennale dal bollo per queste vetture, per farla rientrare nelle pur risicate proiezioni di bilancio per il prossimo biennio, quindi speriamo che il provvedimento possa essere portato avanti.

Logo ACEAAltre misure da voi suggerite?
L’abolizione dell’Ipt, che è un unicum tutto italiano, e l’efficientamento della parte burocratica che gira intorno all’auto, nell’ottica di una legislazione competitiva. Inoltre, l’eliminazione del superbollo, anche se questo riguarda poco le alimentazioni alternative. Su questo fronte ci siamo fatti male da soli, lo riconosce anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze. A causa di meccanismi contabili rigidi, siamo in una specie di prigione che non consente di procedere in tal senso. Forse se ne riparlerà l’anno prossimo. Sarebbe un segnale di ritorno alla normalità del settore. Con una misura come questa abbiamo praticamente distrutto una parte di valore del nostro parco circolante e dei servizi ad alto valore aggiunto connessi: tante auto sono andate all’estero, svalutatissime, altre circolano in Italia con targa straniera, altre non sono state vendute nel nostro Paese.

Logo CLEPAAmbiente e mobilità sostenibile. Quali buone pratiche per lei e l’associazione che rappresenta?
Da tre anni cerchiamo di fare passare il messaggio che ANFIA e le sue omologhe associazioni europee ACEA e CLEPA vorrebbero essere campioni di mobilità sostenibile. Cosa facciamo in pratica? Siamo convinti che quando è possibile l’uso dei mezzi pubblici sia una benedizione. Parliamo del Trasporto Pubblico Locale, che stiamo tentando di difendere dalla politica degli ultimi anni, fatta di continui tagli delle risorse per i servizi e per il rinnovo del materiale rotabile. Proprio nell’ultima Legge di Stabilità, l’assegnazione di fondi per l’acquisto di autobus, cui abbiamo intensamente lavorato con il Ministero dei Trasporti e quello dello Sviluppo Economico, è stata una prima risposta all’urgenza di intervenire a difesa dei servizi offerti alla collettività e dell’industria nazionale dei Costruttori di autobus. Sul lato mobilità privata riteniamo che si debba favorire una mobilità a basso impatto per migliorare le caratteristiche di eco-compatibilità dei propulsori convenzionali e puntare sullo sviluppo di sistemi di trazione a combustibili alternativi. Abbinando gli investimenti dell’industria su prodotti innovativi ad una crescente e capillare diffusione della rete dei carburanti alternativi, ricordando che, anche in questo caso, dietro a questo settore esiste una filiera industriale, quale quella del metano, che occupa 20.000 dipendenti.

Una cosa alla quale tiene?
È importante che tutta la filiera industriale si renda conto che non dobbiamo aspettarci né troppo né poco dalla politica. Il nostro slogan è “Dipende da noi”. Dobbiamo fare il possibile come imprenditori, come manager e come aziende per difendere e accrescere gli investimenti, senza perder tempo a puntare il dito verso le mancate politiche . Piuttosto, offrire alla politica idee e possibili soluzioni che possano aiutare il Paese a recuperare quel 20% di manifattura che è il target che ci siamo posti e che è alla nostra portata.

 

ANFIA, Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica

Logo ANFIAÈ una delle maggiori associazioni di categoria aderenti a Confindustria. Nata nel 1912, da oltre 100 anni rappresenta gli interessi delle Associate (ad oggi 250) nei confronti di istituzioni pubbliche e private, nazionali e internazionali, provvede allo studio e alla risoluzione delle problematiche tecniche, economiche, fiscali, legislative, statistiche e di qualità del comparto automotive. È strutturata in 3 Gruppi merceologici, ciascuno coordinato da un Presidente. Componenti: produttori di parti e componenti di autoveicoli. Carrozzieri e Progettisti: aziende operanti nel settore della progettazione, ingegnerizzazione, stile e design di autoveicoli e/o parti e componenti destinati al settore autoveicolistico. Costruttori: produttori di autoveicoli in genere – inclusi camion, rimorchi, camper, mezzi speciali e/o dedicati a specifici utilizzi – ovvero allestimenti ed attrezzature specifiche montati su autoveicoli.

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